Lavorazioni meccaniche 4.0

Grazie allo sviluppo di software e sistemi di interconnessione fra macchine, persone e reparti, la Poletti Cosimo si afferma come una delle Pmi del settore più avanzate per digitalizzazione e connettività. Pur mantenendo al centro il fattore umano.

Andrea Poletti (primo da sinistra), Plant Manager, fa parte della seconda generazione della famiglia alla guida della Poletti Cosimo

Un’azienda che sembra dimostrare concretamente che l’Industria 4.0 non è una trasformazione limitata alla grande manifattura, o padroneggiata solo dai top player dell’automazione. Poletti Cosimo, una società di meccanica di precisione con sede a Imola e 30 dipendenti, ha saputo persino anticipare alcuni concetti della quarta rivoluzione industriale, per muoversi ora del tutto a proprio agio sull’onda di questo trend.

Non sono molte, infatti, le Pmi nel settore della meccanica di precisione conto terzi che hanno sviluppato al proprio interno sistemi di connettività totale, volti alla digitalizzazione completa dei processi produttivi. Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere questa realtà in occasione di Fornitore Offresi 2017, il salone sulle lavorazioni meccaniche che si è svolto a inizio febbraio a Erba (CO). “È la prima edizione a cui partecipiamo”, commenta allo stand Andrea Poletti, Plant Manager e seconda generazione della famiglia che ha fondato l’azienda nel 1985. “Non c’è stata una grande affluenza nei padiglioni, però abbiamo raccolto buoni contatti, competenti, tra cui molti operatori di società internazionali”.

Già da alcuni anni la Poletti Cosimo ha avviato un progetto ispirato ai principi dell’Industria 4.0. “Abbiamo iniziato quando ancora non se ne parlava molto e oggi ci troviamo a partecipare attivamente alla quarta rivoluzione industriale. Abbiamo sviluppato internamente un software con svariati tool, al fine di connettere software, macchine e uomo. Per la nostra cultura aziendale” – precisa Andrea Poletti – “al centro rimane la persona, in realtà. La soggettività non può essere del tutto trascurata, il punto di vista dell’uomo resta essenziale e serve per migliorare con un feedback continuo il sistema, con l’obiettivo di creare un sistema a conoscenza diffusa. È importante che le persone vengano sgravate da decisioni e operazioni di basso livello, che possono svolgere direttamente la macchina e il software”.

La Poletti Cosimo ha avviato un progetto ispirato ai principi dell’Industria 4.0 volto ad aumentare la digitalizzazione del processo produttivo

Quali operazioni per esempio? “È il caso della ricerca di dati e informazioni sulle diverse fasi di produzione, di quanto compensare un tool in macchina o di chiamare una persona in automatico con skills specifiche quando si deve effettuare una misurazione dove l’operatore non è ancora formato. Con il nostro sistema, la persona non deve perdere tempo prezioso a cercare informazioni negli altri reparti, poiché la ricerca avviene automaticamente, in modo che lui possa avere a disposizione in tempo reale tutti i dati utili ad eseguire il suo lavoro in modo corretto. L’operatore può dedicarsi così a funzioni più complesse”.

“Nel nostro progetto Paperless rientra la drastica riduzione della carta in tutte le aree dell’azienda, a partire dagli uffici, ovviamente, fino alla stessa gestione delle macchine utensili”, spiega Poletti. “In officina non girano disegni su fogli di carta volanti e attaccati alla meglio sulla macchina. Con il nostro software si lavora su due monitor, uno per la parte di disegno e uno per il piano di controllo e stato avanzamento, che consente di monitorare la produzione. Non si rischia più di sprecare tempo o di sbagliare nel cercare una quota all’interno del disegno. Inoltre macchine e strumenti sono interconnessi: l’operatore rileva le misure a livello digitale e le tolleranze vengono comunicate alla macchina, che si sposta in tutta sicurezza all’interno dei range impostati. La lavorazione tradizionale sul foglio di carta espone invece al rischio d’errore della trascrizione manuale.

Quest’ultima è un’operazione di basso livello e non ha senso che venga svolta dall’operatore, che deve invece dedicarsi soprattutto all’ottimizzazione del ciclo di lavoro. È vero che per molti il rapporto con la carta è ancora importante nella propria attività, per forma mentale o sensibilità. Però superare questo step significa non soltanto ridurre ingombri, tempi di lavorazione e rischi di errore, ma anche favorire il continuo aggiornamento dei dati, che invece sul foglio di carta, una volta stampato, non sono più modificabili”.

L’attenzione della Poletti Cosimo ai temi dell’Industria 4.0 riguarda anche la comunicazione fra le diverse aree dell’azienda e fra gli stessi operatori. “Abbiamo sviluppato un Social Network interno. Il concetto che vi sta alla base è quello della conoscenza diffusa. Ognuno condivide le proprie informazioni e conoscenze con gli altri, e soprattutto mette a disposizione di tutti le soluzioni che ha trovato per superare determinate criticità, per esempio, nella lavorazione di una gamma di pezzi meccanici. Può trasmettere i messaggi nel formato che preferisce – testo, audio, video…– e renderli fruibili da persone e reparti specifici attraverso tag e hashtag”.

Dedicandosi a molti settori diversi – tra cui packaging, alimentare, farmaceutico, cosmesi, agricolo, illuminotecnica, aerospace – il flusso di lavoro della Poletti Cosimo è sempre molto intenso. “Riusciamo a interfacciarci con settori così eterogenei non solo per merito di uno staff preparato, ma anche grazie a uno speciale sistema di gestione Workflow che filtra e smista le informazioni che provengono dall’esterno, rendendole omogenee e univoche al nostro processo produttivo. Molti tipi di lavorazione CAD/CAM, infatti, sono simili, al di là del settore di applicazione finale del singolo particolare meccanico. L’obiettivo è dunque alzare il livello di standardizzazione dei nostri processi interni”.

di Alessandro Bignami