Tecnologie personalizzate per il processo chimico e la protezione ambientale

TM.I.P. prosegue la crescita a livello internazionale, diversificando l’attività nei settori di nicchia più qualificati, in grado di apprezzare le sue forniture di alto livello qualitativo.

Diego Sricchia, Amministratore
Delegato di TM.I.P.

Potendo contare su un’esperienza di oltre 40 anni, TM.I.P., società del Gruppo Termomeccanica, fornisce impianti personalizzati per processi chimici, energetici e di protezione ambientale per soddisfare le esigenze specifiche del cliente. Per un aggiornamento sull’attività di TM.I.P. abbiamo incontrato il Managing Director Diego Sricchia.

Ing. Sricchia, qual è il Suo giudizio sull’andamento di TM.I.P. nel 2016?

Un giudizio sicuramente positivo; infatti abbiamo sostanzialmente confermato i livelli operativi dell’anno precedente. Ci eravamo prefissi obiettivi anche più importanti, ma la perdurante crisi dell’oil & gas ha bloccato gli investimenti, in particolare nel Medio Oriente. Molti progetti sono stati posposti e anche le gare in cui siamo impegnati hanno subito slittamenti generalizzati.

L’estero rappresenta il vostro mercato di riferimento o anche l’Italia ha ripreso ad offrire opportunità?

Le opportunità sono state abbastanza ridotte negli ultimi anni per quanto riguarda gli impianti dislocati in Italia, anche se negli ultimi tempi si stanno notando timidi segnali di risveglio. Dove gli investimenti sono tuttora insufficienti.
Molto più numerose e significative sono le forniture destinate agli impianti situati all’estero. Sui mercati esteri disponiamo di una rete di agenti tecnici-commerciali che ci segnalano le diverse esigenze, che ci impegniamo a soddisfare tempestivamente.
La flessibilità e la capacità di rispondere a esigenze puntuali rappresenta una delle nostre peculiarità: non forniamo apparecchiature standard, ma soluzioni su misura.

Concentratore per soluzioni saline installato in Italia

Presso quali mercati esteri state ottenendo le maggiori affermazioni?

Puntiamo molto sui paesi dell’Estremo Oriente e su alcuni del Medio Oriente, dove si registra una presenza costante anche delle altre società del Gruppo.
La Cina, per esempio, rappresenta sicuramente un paese interessante, facendo riferimento agli investitori privati, che rappresentano il nostro target.
Negli anni recenti abbiamo rivolto una crescente attenzione al mercato iraniano: abbiamo anche ottenuto alcuni ordini significativi per i quali stiamo realizzando le forniture.
Nel maggio del 2016 abbiamo partecipato all’Oil Iran Show, che si è tenuto a Teheran e, a fine novembre, all’Iran Country Presentation di Roma, in cui erano presenti numerose realtà industriali iraniane.

Quali sono attualmente i core business di TM.I.P.?

La nostra attività segue i due filoni classici nei settori ambientale e produttivo. In campo ambientale realizziamo soluzioni per problemi di inquinamento da prodotti gassosi, liquidi e solidi in campo industriale: in particolare, produciamo impianti di trattamento aria basati sull’impiego di carboni attivi e impianti di ossidazione termica di reflui gassosi.
Per quanto riguarda la produzione, realizziamo impianti “chiavi in mano” per la realizzazione di diverse tipologie di resine e colle, utilizzabili anche nell’industria del legno. In questi campi abbiamo stabilito accordi di collaborazione con alcuni dei maggiori player italiani che forniscono le tecnologie di processo.
Anche mediante queste sinergie ci rivolgiamo ai mercati emergenti proponendo soluzioni dedicate che consentano di avviare l’attività anche a chi non dispone di un’esperienza specifica per un determinato tipo di prodotto. Attualmente stiamo sviluppando numerosi contatti interessanti, che ci auguriamo di poter concretizzare.

Impianto RTO, Bulgaria

L’ultimo decennio è stato particolarmente complesso e caratterizzato da una serie di mutamenti legati anche alla globalizzazione e a fattori politici. Ritiene che attualmente si possa contare su una maggiore stabilità?

In questi ultimi anni è stato difficile poter fare una valida programmazione e puntare su aree geografiche specifiche che garantissero condizioni di stabilità.
Un esempio in questo senso è offerto dalla Turchia, un mercato molto interessante, ma che è stato al centro di una serie di eventi che hanno impedito o rallentato lo svolgimento di diversi progetti.
L’Iran, un altro mercato in crescita, sembra stia vivendo un periodo di stabilità e di apertura. Ci auguriamo, inoltre, che vengano allentate le sanzioni nei confronti della Russia, un altro mercato dalle grandi potenzialità.
Il prezzo del petrolio continua ad incidere pesantemente: in molti casi mancano le risorse per sostenere gli investimenti e, faticosamente, vengono effettuate le manutenzioni per mantenere in efficienza gli impianti.
In presenza di un’estrema rapidità di cambiamento delle situazioni, è difficile poter formulare strategie per anche il medio termine, non parliamo del lungo termine…
Un aspetto positivo è rappresentato dalla maggiore sensibilità, da parte di un numero crescente di paesi, per il rispetto delle esigenze di tipo ambientale che, da parte nostra, possiamo soddisfare con una serie di differenti interventi.
In alcuni casi, infatti, il mancato rispetto dei parametri di emissione consentiti può determinare anche il blocco dell’attività produttiva. Sotto questo profilo siamo abbastanza ottimisti, constatando che le normative sull’ambiente si stanno imponendo anche nei paesi che, in precedenza, non erano soggetti ad alcuna limitazione.

A livello strategico, come rispondete a questa tipologia di domanda?

Il nostro obiettivo è quello di estendere l’attività anche ai settori che non appartenenti alla tradizione della nostra società. A questo proposito, puntiamo a stabilire partnership con alcune società specializzate per identificare prodotti di nicchia, di alto livello qualitativo, in grado di fornire un concreto apporto in termini di fatturato e margini di contribuzione più interessanti. Recentemente abbiamo anche collaborato con alcune delle principali società di ingegneria italiane che, tra l’altro, rappresentano importanti referenze per la nostra attività.

Impianto per il recupero
dei solventi, Cina

Per quanto attiene alla vostra esperienza, una società italiana sui mercati internazionali può contare su un’alta considerazione o i comportamenti non positivi di qualcuno ancora condizionano il giudizio degli interlocutori?

Generalmente il prodotto italiano è molto apprezzato sui mercati internazionali. Nei primi anni della globalizzazione si è registrato un boom dei costruttori cinesi e dell’Estremo Oriente che, peraltro, in molti casi non hanno soddisfatto le aspettative degli utilizzatori, determinando un ritorno verso i fornitori di impiantistica più qualificati. Questo si sta verificando attualmente anche in Iran, che sta offrendo ottime opportunità per noi che facciamo parte della fascia alta del mercato e, nel contempo, siamo più flessibili e “creativi” dei concorrenti tedeschi.
Nei nostri settori di punta, per esempio nell’impiantistica fine o nell’industria produttrice di nastri adesivi, il nostro staff comprende persone in grado di fornire un supporto tecnologico di primo livello, che godono di una notevole reputazione a livello internazionale.
Per accedere ai mercati, come quello cinese in cui la concorrenza è molto numerosa, costruiamo la componentistica “in loco”, in modo da poter proporre costi più competitivi: in Italia realizziamo l’engineering e i costruiamo i componenti principali, per i quali si richiedono garanzie di grande affidabilità. La stima dei clienti più qualificati e il passaparola costituiscono fattori determinanti per allargare l’affermazione.

Da oltre 25 anni opera nel Gruppo Termomeccanica e dal 2011 è alla guida di TM.I.P., la società nata dopo l’acquisizione della società toscana CMG. Di quali risultati raggiunti è maggiormente orgoglioso?

Quando mi è stata proposta la guida di TM.I.P., ho aderito con entusiasmo perché avrei avuto modo di affrontare settori di cui non mi ero ancora occupato.
A distanza di cinque anni, confermo che si tratta di un’esperienza molto interessante, che mi ha consentito di muovermi in un contesto globale e venire a contatto con numerose nuove realtà industriali in grado di offrire grandi opportunità. In presenza di una situazione internazionale molto complessa, ritengo che il consolidamento del livello di fatturato abbia rappresentato un risultato soddisfacente.

Una presenza più incisiva delle istituzioni potrebbe favorire il raggiungimento di risultati ancora più importanti?

Non c’è dubbio che sarebbe molto utile. Qualcosa si sta facendo, ma non ancora in modo sufficiente per stabilire condizioni di finanziamento per il medio e lungo termine, che sicuramente rappresenterebbero un incentivo per i nuovi potenziali clienti.

di Francesco Goi