lunedì, 30 Novembre 2020

Agazzi: nuova sede, tecnologie avanzate e visione 4.0

Lo staff di Agazzi Giancarlo davanti alla nuova sede di Fara Gera D’Adda.

Pur nelle difficoltà dell’emergenza sanitaria, Agazzi Giancarlo ha completato il trasferimento in una struttura più ampia. L’investimento si colloca in un esteso programma di rinnovamento, che comprende il potenziamento dei sistemi di lavorazione e la creazione di una infrastruttura informatica in ottica Industria 4.0.

L’emergenza sanitaria non ha fermato il programma di investimenti e di rinnovamento di Agazzi Giancarlo, specializzata nelle lavorazioni meccaniche di precisione e nella produzione di particolari e componenti per macchinari. Pur con le difficoltà dovute all’imperversare dell’epidemia negli scorsi mesi, l’azienda ha portato a termine il trasferimento nella nuova sede, sempre a Fara Gera d’Adda (BG) e costruita a poche centinaia di metri da quella precedente. Oltre all’investimento nell’edificio, Agazzi ha potenziato l’officina con una fresatrice di grandi dimensioni e un centro di lavoro a 5 assi e implementerà nei prossimi mesi un’infrastruttura informatica che completerà il percorso di digitalizzazione dei processi aziendali in ottica 4.0. Tanti, dunque, gli aspetti da mettere a fuoco con Omar Agazzi, membro del Consiglio di amministrazione dell’azienda.

L’emergenza sanitaria è arrivata proprio nel corso di un passaggio importante per la vostra azienda, che aveva da poco iniziato il trasferimento nella nuova sede…
Abbiamo affrontato la pandemia con una produzione in parte già avviata nella nuova struttura e in parte ancora presente nella vecchia. In questa fase così complessa ci siamo dunque trovati a lavorare contemporaneamente in due stabilimenti. Il trasferimento è stato inevitabilmente più lento e faticoso. Oggi però la nuova sede è pienamente operativa. Dobbiamo solo completare il trasferimento del magazzino dei prodotti finiti.

La famiglia alla guida del Gruppo: il fondatore Giancarlo Agazzi insieme ai figli Omar (primo da sinistra), Paola e Flavio.

Il magazzino rappresenta un tassello importante per le vostre lavorazioni?
Certamente. Producendo componenti meccanici, gruppi pre-assiemati, ma anche macchine per automazione e processi completi, abbiamo bisogno di un magazzino con prodotti finiti pronti per essere montati sui macchinari che costruiamo per i nostri clienti. Proprio per l’importanza di questa area, ci siamo concentrati sul miglioramento del processo di stoccaggio, con l’adozione di magazzini verticali automatici di nuova generazione e di un software in grado di gestire non solo i componenti nei magazzini verticali, ma anche quelli posti sugli scaffali e quelli posti nelle aree a terra, con una mappatura precisa della collocazione fisica di ogni pezzo. L’implementazione del nuovo magazzino e del software è piuttosto impegnativa e richiede il tempo di inserire tutti i dati necessari.

La sede più grande consente di alzare ulteriormente la qualità e l’efficienza della produzione?
L’edificio di cui ora disponiamo ha un’ampiezza di 3.400 m2, cioè il 50% in più del precedente. Il maggiore spazio ci permette di aumentare la capacità produttiva e di organizzare meglio i processi. Abbiamo predisposto infatti un layout che rispecchia più fedelmente la sequenza delle diverse fasi di lavorazione. Il ciclo produttivo si sviluppa così in modo lineare e ordinato. Il miglioramento sarà evidente più nell’efficienza del sistema di produzione che nella qualità delle lavorazioni e dei prodotti, la quale da tempo viene garantita dalle competenze dei nostri operatori e dell’alto livello delle tecnologie impiegate.

Lavorazione con la nuova fresatrice a 5 assi.

Qual è stato l’impatto del lockdown di questa primavera sulla vostra attività?
Il nostro codice ATECO prevalente è legato all’industria alimentare, il che ci ha consentito di non chiudere mai i battenti. La prima fase è stata molto difficile, soprattutto per la responsabilità a carico delle aziende, che dovevano garantire i protocolli di sicurezza in un periodo in cui alcol, mascherine, guanti e termometri a infrarossi erano praticamente introvabili. Chi emana leggi al sabato e alla domenica dovrebbe anche premunirsi di mettere a disposizione i mezzi per poterle applicare. Quando ad essere a rischio è la vita umana, non è accettabile che un’azienda venga abbandonata a se stessa. Per quanto ci riguarda, siamo riusciti a mantenere un alto livello di sicurezza fin da subito, pur contando sempre e soltanto sulle nostre forze. Certo, i costi si sono alzati, soprattutto a causa dell’inefficienza che le regole anti-Covid generano. Ma la sicurezza viene prima di tutto.

Come sta andando l’azienda in questa fase in cui l’economia italiana cerca di approdare a una nuova normalità?
Ovviamente c’è stata una riduzione di fatturato che però, al netto di un calo del 5% che avevamo già messo in preventivo per il trasferimento, non ha superato il 10% nel periodo gennaio-agosto 2020. Rispetto ad altre realtà, è una perdita davvero contenuta. Ora gli ordini stanno gradualmente riprendendo e prevediamo di mantenere questo trend fino alla fine dell’anno. Questo ci darebbe una certa serenità, in attesa che l’emergenza Covid possa essere messa sotto controllo in modo stabile.

Da quali settori in questo momento provengono le maggiori richieste?
Stiamo lavorando molto per le macchine destinate al packaging alimentare e medicale, due settori che sono diventati per noi trainanti, non tanto per aver registrato un incremento della domanda, quanto per il calo degli altri, che mostrano un andamento meno costante.

Il Gruppo produce anche macchine con il marchio Faber, il nome della vostra consociata…
Si tratta di macchinari realizzati dalla Faber Srl, la società del Gruppo gestita da mio fratello Flavio Agazzi. La sua gamma produttiva comprende trasportatori in depressione e macchine per la porzionatura dei formaggi a pasta dura e ora, con successo crescente, anche linee di macchinari per grattuggiare e per la pulizia delle forme di formaggio.

Avete inoltre fondato una nuova società per servire i clienti nelle attività di montaggio.
Alle società Agazzi Giancarlo e Faber, si è aggiunta recentemente Agazzi Mec Srl, che si occupa di montaggi di gruppi meccanici e macchinari, anche composti da parti meccaniche fornite in conto lavorazione dai nostri committenti. Attraverso le sue tre società, il Gruppo occupa oggi circa 60 dipendenti.

Oltre che nella nuova struttura, avete continuato a investire anche nelle tecnologie di lavorazione?
Sì, abbiamo portato avanti un duplice sforzo, culminato nella nuova sede e nella recente installazione della più grande fresatrice mai avuta nella nostra officina. Si tratta di un centro di lavoro a portale con 5 assi in continuo, in grado di lavorare su dimensioni fino a 3500 x 2500 x 1300 mm. E ora siamo in trattativa per l’acquisto di un centro di lavoro di medie dimensioni, sempre a 5 assi in continuo su dimensioni fino a 3000 x 850 x 900 mm, che arriverà entro la fine dell’anno. A questi investimenti si aggiungono quelli per i nuovi magazzini verticali automatici con il software di cui accennavo. Stiamo spingendo molto sull’ammodernamento di strutture e tecnologie, sempre con una visione globale proiettata verso l’Industria 4.0. Siamo lontani, infatti, dalla logica di chi aggiunge uno strumento avanzato soltanto per sfruttare l’agevolazione statale del Piano Nazionale Impresa 4.0. Per noi il percorso verso la digitalizzazione ha senso solo se interessa l’intera organizzazione aziendale, inclusa la produzione. È l’azienda che deve diventare 4.0, non basta che lo siano le singole tecnologie. In questa ottica, nel corso del 2021 implementeremo un unico software per la gestione e il monitoraggio di tutti i processi, dagli acquisti fino alla spedizione.

Su quali obiettivi vi concentrerete nei prossimi mesi?
Il primo è portare a compimento la riorganizzazione dell’azienda e delle sue infrastrutture. Ormai completata quella “fisica”, con l’apertura del nuovo stabilimento, ora ci focalizzeremo sull’infrastruttura digitale e su programmi di miglioramento in ottica di lean manufacturing e lean thinking. Il passo immediatamente successivo, convinti che sarà anche in parte una naturale conseguenza, sarà l’incremento di fatturato e degli utili, in modo da raccogliere i risultati dei corposi investimenti fatti. Ma non consideriamo questo un punto di arrivo. Abbiamo in mente tanti interventi e programmi mirati a compiere ulteriori passi avanti.

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