martedì, 29 Settembre 2020

CSV Life Science: i frutti di una visione globale

Impianto HVAC

Il Gruppo CSV Life Science ha attraversato l’emergenza sanitaria senza diminuire la propria attività e ponendo le basi per l’ulteriore crescita delle proprie aziende, che insieme formano un partner completo per l’industria farmaceutica: dall’ingegneria alla costruzione e alla convalida di impianti e processi, dai sistemi di contenimento alla distribuzione di principi attivi.

di Alessandro Bignami

La gestione dei progetti da remoto, i risultati dello smart working, l’evoluzione della strategia di marketing, le soluzioni per il distanziamento e per la rilevazione di contaminazioni da Covid-19, perfino due assunzioni. Per il Gruppo CSV Life Science, il periodo di emergenza non è stato di contrazione, ma anzi di riflessione attorno a nuove idee e di consolidamento delle basi per continuare a crescere nei prossimi anni. Con il contributo di ciascuna società del Gruppo: CSV Life Science, CSV Construction, CSV Active, Pharma Hub, CSV Containment. Tanti buoni frutti, per stare nella metafora della campagna di comunicazione, di un albero che rappresenta un partner forte e radicato per l’industria farmaceutica internazionale con i suoi i servizi di ingegneria e convalida, la costruzione di impianti e Cleanroom, le soluzioni di contenimento e la distribuzione di API e intermedi. Con Giuseppe Aprea, Marketing Director, abbiamo parlato della reazione del Gruppo all’emergenza sanitaria e dei prossimi obiettivi.

Le diverse società del Gruppo CSV Life Science sono rappresentate dalle mele di un albero sempre più rigoglioso

 

Dottor Aprea, com’è il clima in azienda in questa fase di lento ritorno alla “normalità”?

Stiamo bene, il morale è buono. Siamo ripartiti con grande slancio, anche se per la verità non ci siamo mai fermati.

 

Non avete registrato flessioni neppure nelle settimane più dure del lockdown?

A livello complessivo, il Gruppo non ha subito cali. A risentire del blocco sono state più che altro le nostre società che non hanno potuto muoversi sul campo per seguire le operazioni di costruzione e convalida. Invece le nostre aziende che si occupano di progettazione, officina, principi attivi, sistemi di contenimento hanno proseguito senza particolari problemi. Nell’insieme il Gruppo sta facendo persino meglio del 2019. Davvero, non abbiamo motivi per lamentarci.

 

Come vi siete organizzati internamente?

Pur essendo inclusi nei codici ATECO consentiti, abbiamo messo tutto il personale nelle condizioni di poter lavorare in smart working, preparando il rientro con l’adozione di tutte le procedure anti-Covid, l’approvvigionamento di mascherine e DPI e la posa di barriere distanziatrici. Abbiamo imparato a lavorare in modi nuovi, senza mai smettere di tenere vivo il contatto con i clienti. Il lavoro degli operatori a casa è stato orientato verso obiettivi precisi. E i risultati ci hanno soddisfatto così tanto che pensiamo di adottare lo smart working in modo stabile per due o tre giorni alla settimana. Presso la sede abbiamo realizzato e installato barriere modulari trasparenti in materiali polimerici a bassa densità, proponendole anche sul mercato.

 

Il casco respiratore sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Torino per contribuire a rispondere all’emergenza sanitaria

 

Avete stretto una collaborazione con Hyris Global Diagnostic. Con quali finalità?

Hyris ha sviluppato un sistema molto interessante di PCR Real Time per la rilevazione di contaminazioni da Sars-Cov-2 sulle superfici. Abbiamo integrato le rispettive conoscenze e tecnologie al fine di proporre questa soluzione avanzata al settore farmaceutico. Come dicevo, non siamo rimasti fermi.

Il sistema PCR Real Time con tecnologia Hyris per la rilevazione del virus sulle superfici

Questa drammatica esperienza vi ha anche insegnato qualcosa per il futuro, quindi?

Devo dire che il Covid-19 ha rafforzato il senso di unione e di compattezza fra tutti noi, dai soci ai dipendenti. E non è un fatto scontato, dato che emergenze di questa portata rischiano di causare divisioni. Sono stato piacevolmente sorpreso che sia emerso in modo così efficace il gioco di squadra. Abbiamo cercato di essere vicini a ognuna delle circa 120 persone che oggi fanno parte del Gruppo. Per un fornitore di servizi qualificati come CSV Life Science, sono proprio le persone, con le loro competenze, a rappresentare il suo capitale più prezioso, che quindi va tutelato e fatto crescere. E le dirò, a questo proposito, che in pieno lockdown siamo riusciti perfino a fare due assunzioni.

Abbiamo cercato inoltre di dare una mano ad affrontare l’epidemia, studiando insieme al Politecnico di Torino la messa a punto di respiratori alternativi, che poi fortunatamente non si sono resi necessari. Questo periodo è stato utile anche per evolvere la nostra strategia di marketing e comunicazione, che punta ad espandere il concetto della mela a quella di un albero ricco di frutti, che rappresentano le diverse aziende del Gruppo CSV.

Progettazione

Avete dovuto comunque ritoccare le previsioni per il 2020?

Abbiamo rimodulato qualche cifra rispetto all’ulteriore e notevole incremento che avevamo previsto per quest’anno. Resta comunque saldo l’obiettivo di mantenere i numeri del 2019 e perfino di migliorarli a livello globale.

Sistema di contenimento rigido

La ricerca e la produzione (speriamo vicina) del vaccino anti-Covid coinvolgeranno anche i vostri servizi?

Siamo in contatto con alcuni clienti che stanno ricevendo finanziamenti da grandi CMO (Contract Manufacturing Organization, ndr) di diverse parti del mondo. Inoltre collaboriamo con un’azienda sudafricana che ha ottenuto ingenti risorse per sviluppare un vaccino anti-Covid biotecnologico estratto da piante. Si tratta di progetti che arriveranno alla realizzazione di linee per la produzione dei vaccini. Ma il percorso è ancora lungo.

 

Che tempi prevede per l’inizio della produzione su larga scala del vaccino?

Purtroppo non concordo con chi pensa che il vaccino sarà disponibile entro questo autunno. Sia la fase regolatoria sia quella sperimentale sono ancora da compiere. È giusto velocizzare, ma l’efficacia e la sicurezza del prodotto devono essere prioritarie, se non si vogliono fare danni. Ritengo difficile, anche se tutto dovesse filare liscio, che il vaccino potrà essere diffuso prima di giugno 2021.

 

Sistema di contenimento flessibile

Come vede il settore farmaceutico italiano nei prossimi mesi?

Nei primi mesi dell’emergenza, le statistiche mostravano una tendenza di crescita per il pharma. D’altronde a marzo molti sono accorsi in farmacia per garantirsi delle scorte. Ora però i consumi segnano una flessione di circa il 20% ed è possibile che la produzione presto ne risenta. C’è però un altro aspetto da considerare, che secondo me sarà cruciale.

 

Quale aspetto?

Tutti i paesi hanno preso atto, in questa dolorosa vicenda, che devono diventare il più possibile autosufficienti nella produzione di farmaci salvavita e strategici per la sanità nazionale. Devono essere sempre più in grado di provvedere autonomamente al fabbisogno interno. Siamo convinti perciò che in ogni paese cresceranno gli investimenti nell’approvvigionamento di farmaci salvavita, sia da parte di società private in convenzione sia direttamente da parte dello Stato. Per le aziende del nostro settore questo offrirà nuove opportunità. Insomma, per il mercato farmaceutico non prevedo sofferenze nemmeno nell’immediato futuro.

Validazione

Come sta andando la vostra attività all’estero, considerando che l’epidemia è ancora in espansione in molti paesi?

Abbiamo portato avanti diversi progetti da remoto: uno in Kazakhstan lo abbiamo seguito dall’inizio alla fine, altri sono stati conclusi in Polonia e in Grecia, o proseguiti in Kuwait ed Egitto. Abbiamo lavorato molto soprattutto nell’ambito della progettazione: in una sala adibita per le videocomunicazioni, abbiamo sfruttato una piattaforma digitale per condividere a distanza progetti, disegni, immagini, video. È stata gestita bene anche la fornitura di materie prime e di materiali verso l’estero, così come quella dei sistemi di contenimento. Nel frattempo abbiamo ricominciato a spostarci, almeno all’interno dell’Unione Europea. La difficoltà maggiore, al momento, è quella di aggiudicarsi progetti nuovi in località lontane. L’incontro di persona e la firma che concludono una trattativa importante non sono sempre sostituibili da una connessione digitale.

 

Anche dal punto di vista commerciale riuscite a sviluppare nuovi contatti?

A livello internazionale, abbiamo ottimizzato la nostra rete commerciale, rinnovando alcune agenzie e stabilendo nuovi contatti. Oggi siamo presenti con agenti in Cina, in diversi paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, Brasile, Messico e naturalmente in Europa. Stiamo puntando sulle nuove modalità di comunicazione, privilegiando un approccio tecnico: abbiamo organizzato tre webinar sul tema del Cleaning, che hanno coinvolto la dottoressa Fernanda Ferrazin, responsabile dell’ufficio di Farmacovigilanza di AIFA: i riscontri sono stati lusinghieri, con circa 150 iscrizioni.

 

Ci può dire qualcosa sull’andamento e sulle prospettive delle singole aziende del Gruppo?

Tutte le società stanno vivendo una fase di crescita, a partire dalla capogruppo CSV Life Science, partner dell’industria farmaceutica per i servizi di ingegneria e di convalida.

CSV Active ha appena salutato Giuseppe Galbiati, in pensione dal primo maggio scorso, che è stato cofondatore e responsabile dell’azienda diventata un partner altamente qualificato nel settore degli intermedi, chimica fine e API. Galbiati merita un grande ringraziamento da parte di tutti noi. L’attività sarà ora guidata da Paolo Urizzi, che ha scelto di tornare in CSV, dove mosse i primi passi della sua carriera.

Un’altra realtà che attraversa un periodo di espansione è CSV Containment: la divisione, specializzata in prodotti e servizi per il contenimento, è destinata anch’essa a diventare una società entro l’anno.

CSV Construction ha chiuso un ottimo 2019 e ha buone aspettative per il 2020, puntando soprattutto sulla realizzazione di impianti completi e Cleanroom in stabilimenti all’estero.

Pharma Hub, spin-off fondata con la collaborazione di Giovanni Testa, è cresciuta molto ed è destinata a focalizzarsi sempre di più su servizi di convalida, ingegneria e fornitura di speciali applicazioni di processo.

Il Gruppo ha una visione fortemente orientata al futuro e investe sui giovani. Con loro teniamo periodicamente degli staff meeting per esaminare e condividere la situazione, le prospettive, le criticità, le opportunità e gli obiettivi dell’azienda. Ci interessa coinvolgere e responsabilizzare coloro che saranno i protagonisti di domani.

 

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