lunedì, 30 Novembre 2020

EPP, l’amico silenzioso dell’ambiente

Macchina per lo stampaggio di EPP.

È composto per il 98% da aria e per il restante 2% da idrocarburi. L’EPP risulta così una materia plastica a basso impatto ambientale, totalmente riciclabile a cellule chiuse. Automotive, packaging e HVAC sono tra le tante applicazioni di questo materiale leggero, resistente e versatile.

di Lorenza Teti, Ufficio Stampa e Comunicazione The IES Group

 

La pandemia da coronavirus ha evidenziato ineluttabilmente la fragilità dell’uomo e dell’ambiente che lo circonda. Specialmente in questo periodo buio, ci rendiamo conto della necessità di investire sul futuro, all’insegna del green e nell’ottica di un’economia circolare fatta anche da quei materiali che, nell’immaginario collettivo, rappresentano un problema, ma nella realtà costituiscono un’opportunità.

L’EPP, anche conosciuto come polipropilene espanso, è sicuramente uno di questi, un materiale che fa parte della quotidianità, enormemente utilizzato ma spesso bollato negativamente, perché plastica, a causa di una scarsa conoscenza in merito.

In realtà l’EPP è composto per il 98% da aria e per il restante 2% da idrocarburi, per questo motivo risulta il meno inquinante tra le materie plastiche, ed è un materiale a cellule chiuse totalmente riciclabile.

Manuele Lucisano, General Manager The IES Group.

Ecologico e riciclabile – La particolare natura chimica della materia prima, unita ai processi di produzione, rende l’EPP il materiale espanso più ecologico e versatile. Non vengono infatti utilizzati gas espandenti, al suo interno ha solamente aria e si produce esclusivamente con il vapore acqueo. Il prodotto è riciclabile al 100%, è impiegato in numerose applicazioni in cui il prodotto finale è completamente composto da PP – quindi monomaterico – e può essere riutilizzato più volte.

Leggero e durevole – L’EPP offre inoltre ottime prestazioni in termini di resistenza e memoria elastica, è leggerissimo e ha una lunga durata nel tempo, grazie alla capacità di assorbire urti ripetuti riacquistando la forma iniziale.

Resiliente e resistente – Resistente alle temperature elevate (fino a 120° C), agli agenti chimici come solventi e olii e ai fattori ambientali, ha una bassa conducibilità termica, e un’alta resistenza alla compressione e alla stabilità dimensionale oltre che uno scarso assorbimento dell’acqua.

Vincenzo Lucisano, Direttore Finanziario The IES Group.

Parola d’ordine: versatilità

Automotive – Tutte queste caratteristiche contribuiscono al suo crescente utilizzo nell’automotive. La leggerezza, nello specifico, è una qualità oltremodo richiesta in questo settore, che viene applicata a soluzioni che diminuiscono il peso ma aumentano le prestazioni, nell’ottica del tanto ricercato impatto ambientale.

In Italia è Fiat ad introdurre il polipropilene verso gli inizi degli anni ’90, impiegandolo a partire dal 1992 nei bumper, assorbitori urto da inserire nei paraurti delle automobili. Si tratta di un’innovazione, perché fino a quel momento viene utilizzato il poliuretano espanso, un materiale prodotto dalla reazione di isocianato e poliolo e difficile da smaltire a fine vita a causa della presenza dei clorofluorocarburi.

Il 1997, poi, con il cambiamento delle norme dei crash test, si rivela un anno cruciale nell’utilizzo del polipropilene. Diventa, infatti, necessario offrire una maggiore resistenza agli urti. Ed è così che nasce l’idea di creare degli assorbitori in EPP che contengono a loro volta inserti stampati a iniezioni di polipropilene.

Vassoio di movimentazione e posaggio.

Packaging, vassoi di movimentazione – Privo di componenti organici volatili (COV), clorofluorocarburi (CFC) e idroclorofluorocarburi (HCFC), banditi dal regolamento Reach perché dannosi per l’equilibrio chimico dell’atmosfera (buco dell’ozono), l’EPP è atossico, non interagisce con l’ambiente ed è completamente riciclabile.

Il polipropilene si rivela l’amico ideale dell’ambiente, e contemporaneamente l’alleato ideale del packaging grazie alle sue caratteristiche elevate di protezione agli urti ripetuti e alla sua lunga durata negli anni, garantendo sempre prestazioni elevate nel tempo e riducendo i costi di movimentazione.

Nel 1995 gli imballi dei pc, fino a quel momento in polistirolo espanso, vengono sostituiti proprio dal polipropileneespanso, decisamente più elastico. Il materiale si schiaccia, assorbe energia e non la trasmette al pezzo trasportato nell’imballo.

Elasticità e resistenza agli urti, a cui si aggiunge l’antistaticità, sono gli ingredienti necessari per proteggere le schede elettroniche, estremamente fragili. Con la collaborazione di IBM, The IES Group si è rivelata pioniera in questo settore.

L’EPP è inoltre molto usato nella produzione dei vassoi di movimentazione, settore in cui IES eccelle, sempre più necessari e richiesti dalle aziende. Richiedono infatti meno manodopera per il trasporto, allo stesso tempo comportano meno rifiuti da smaltire, come sacchetti e cartoni solitamente utilizzati negli imballi a perdere, con conseguente risparmio di tempo e di costi.

Lo stabilimento di Niviano (PC).

Particolare non secondario, hanno un ottimo rapporto resistenza/peso: a parità di resistenza, garantiscono un imballo molto più leggero di qualsiasi altro materiale consentendo, così, un minor consumo di carburante e questo comporta minori emissioni di gas di scarico durante il trasporto. Dunque, sono eco-friendly e allo stesso tempo possiedono eccellenti caratteristiche di assorbimento di energia che li rendono particolarmente indicati in caso di urti ripetuti e multipli, evitando danneggiamenti. Non è un caso che siano utilizzati per proteggere, ad esempio, i paraurti delle Ferrari.

“Fiat, Ducati, Ferrari e Luxottica, sono solo alcuni dei clienti che si sono affidati a noi e a una soluzione studiata appositamente per influire positivamente su tutta la catena”, spiega il General Manager Manuele Lucisano. “Si tratta di una soluzione che aiuta anche gli uffici acquisti e di amministrazione che devono preparare meno fatture, effettuare un solo acquisto, e possono contare su un oggetto che si dimostra un alleato prezioso, riciclabile e durevole nel tempo”, aggiunge Lucisano. “D’altronde, siamo abituati a mettere al primo posto qualità e progettazione per soddisfare tutti i nostri clienti”.

HVAC – Il polipropilene espanso presenta dunque qualità che soddisfano persino i requisiti più severi richiesti, specialmente in riferimento alla protezione agli urti e all’isolamento termoacustico. La sua versatilità, unita alla resilienza e a una relativa facilità di stampaggio ne consentono anche l’impiego negli impianti di riscaldamento, ventilazione econdizionamento dell’aria, oltre che nella produzione di componenti per boiler, scaldabagni, radiatori.

L’EPP contribuisce a isolare il calore in maniera efficace, a offrire resistenza alle diverse temperature e, naturalmente, fornisce la necessaria protezione durante il trasporto. “The IES Group ha voluto investire anche in questo settore, consapevole delle numerose potenzialità insite in un materiale prezioso come l’EPP”, spiega il General Manager.

Lo stabilimento di Besana Brianza (MB).

Contenitori isotermici per alimenti – La conducibilità termica, che risulta minore rispetto al polistirolo espanso, consente invece l’impiego del polipropilene per la produzione di manufatti che offrono un ottimale isolamento termico. Lavabile (anche in lavastoviglie), sanificabile, resistente alle alte temperature, non favorisce la crescita di funghi o batteri, garantendo così il massimo dell’igiene, e consentendo un’ottima conservazione degli alimenti.

Negli anni ’80-’90, il settore alimentare è caratterizzato dall’utilizzo di grossi contenitori di plastica per trasportare il cibo che possono pesare fino a 5 kg. Con il polipropilene, invece, si arriva alla creazione di contenitori che pesano meno di 1 kg, lavabili in lavastoviglie, che comportano prezzi più bassi.

Il grande cambiamento si registra a fine anni ’90, inizio 2000, con l’espansione di grandi centri di cottura specializzati nella preparazione e consegna di pasti nelle scuole, nelle case di riposo o comunque in strutture specifiche. Da qui nasce la necessità di realizzare contenitori dal costo basso che consentano l’arrivo dei pasti a destinazione mantenendo le giuste temperature. Questo è possibile grazie alle caratteristiche dell’EPP che si presta agli usi più svariati e che ben presto viene utilizzato anche per la produzione di contenitori per torte e per quelli delle pizze.

E proprio per la capacità di mantenere le giuste temperature che il polipropilene espanso è utilizzato anche per i contenitori isotermici rivolti al settore sanitario e medicale per il trasporto di liquidi, di sieri, di tamponi come nel caso dell’emergenza Covid che il mondo si è trovato ad affrontare.

“The IES Group con il tempo matura una forte esperienza in quest’ambito, che è andata aumentando con l’entrata nel Gruppo di Polirama, vera eccellenza del settore”, racconta Lucisano. “Lo dimostrano i numerosi clienti che si sono affidati a noi, da Coopbox Group Spa, a Dryce Srl, da Eredi Caimi Srl, a Rajapack Srl a Caseificio Cavola SCA, solo per citarne alcuni”.

Altri impieghi – La bontà di questo materiale, leggero, resistente, isolante, riciclabile, permette, comunque, le più svariate applicazioni: a partire dall’arredamento, alle strutture interne dei seggiolini auto per i bimbi, ai pannelli divisori, utili a separare gli ambienti (fondamentale in questo periodo di emergenza sanitaria), ma anche a garantire isolamento acustico, necessario specialmente negli ambienti di lavoro o di studio chiusi e di ridotte dimensioni, solo per citarne alcune.

Libreria e cornici delle foto in EPP.

EPP accoppiato

Disponibile sia nelle colorazioni standard del bianco e del nero, sia nella versione colorata che contribuisce a una valorizzazione dell’immagine del prodotto, l’EPP può anche essere lavorato tramite la tecnologia dell’accoppiamento.

I manufatti sono realizzati utilizzando la tecnologia di abbinamento tra espansi e termoformati inseriti in uno stampo, e sottoposti a trattamento di riscaldamento, fino ad ottenere la coesione dei due materiali (ad esempio EPP+PP) e realizzare l’oggetto desiderato. Si tratta generalmente di oggetti ad alte prestazioni meccaniche e/o estetiche.

È possibile accoppiare diversi materiali plastici: una volta sottoposti a trattamento di riscaldamento, si ottiene la coesione dei due materiali.

Con la stessa tecnologia vengono inoltre accoppiati componenti stampati a iniezione ed inseriti componenti metallici.

 

Le nuove frontiere del polipropilene espanso

Nonostante il polipropilene espanso sinterizzato sia uno dei materiali di più recente diffusione nel campo delle materie plastiche espanse e abbia dimostrato la sua essenza eco-friendly unita ad una straordinaria versatilità, la ricerca di nuovi materiali da parte di The IES Group prosegue, così da contribuire ancora più concretamente alla circular economy, e confermando la propria vocazione di società all’avanguardia nel campo degli espansi plastici.

OCEAN In quest’ottica si indirizza un nuovo materiale, l’EPP Ocean, un polipropilene espanso composto per il 15% da polipropilene recuperato direttamente dagli oceani.

Si parla tanto di #plasticfree, ma se puntassimo invece all’uncivil free, liberandoci dei comportamenti scorretti che impattano negativamente sull’ambiente che ci circonda?

L’inquinamento degli oceani non deriva dalla plastica in sé, quanto dalle azioni delle persone che portano alla preoccupante presenza di materiale non organico nelle acque.

Certamente non arriva da solo e per eliminarlo, bisogna bruciarlo, destinandolo ad impianti di termovalorizzazione per il recupero energetico. Nel caso dell’OCEAN non si vuole ricavare energia termica utile alla produzione di energia elettrica, ma viene recuperata, trattata e reimmessa in circolo con questo progetto, così da perseguire quel modello di economia circolare a cui auspichiamo.

Il nuovo polimero è praticamente uguale al polipropilene normale in termini di comportamento fisico, e con un costo inferiore, ad esempio, alla sua declinazione colorata di giallo o arancione. E in tutto ciò non necessita di ulteriori colorazioni, proprio perché può contare su una gradevolissima nuance azzurrina tenue che ben si addice alla sua origine e al suo nome.

“L’innovazione è parte del nostro DNA”, conclude il General Manager Manuele Lucisano. “Non dimentichiamo la tradizione, punto di partenza e base concreta su cui fare affidamento, ma non tralasciamo la ricerca di novità che soddisfino ogni tipo di esigenza, nell’ottica della sostenibilità e di un’economia green, obiettivi che non ci stanchiamo di perseguire”.

 

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