lunedì, 6 Aprile 2020

EuPC non ha firmato l’European Plastic Pact

L’European Plastic Pact è stato firmato a Bruxellesdai ministri dell’Ambiente. Tra i vari paesi firmatari ci sono, Francia, Paesi Bassi, Germania e Danimarca. L’obiettivo del patto è quello di evitare il più possibile la dispersione delle plastiche monouso, ma anche di incoraggiare la cooperazione, l’innovazione e l’armonizzazione a livello europeo, al fine dare vita un modello di economia circolare della plastica, lungo tutta la catena del valore.

In effetti, il Patto ha una chiara lista di obiettivi quali: la riduzione del 10% dei consumi complessivi a livello europeo, l’utilizzo di almeno il 30% di riciclato nei nuovi prodotti e imballaggi in plastica; l’incremento al 25% del tasso di riciclo e una progettazione dei prodotti (nota come ecodesign) che li renda riciclabili o riutilizzabili. Tutti obiettivi cherispettano a pieno la mission della Ellen McArthur Foundation e della recente legge francese sull’economia circolare.

Per EuPC, la Federazione europea delle aziende che trasformano materie plastiche, sembra però che sia molto complicato far parte di questo nuovo Patto. Le ragioni sono molte.

“Le società del nostro comparto, tra cui molte PMI, sono già impegnate nella Circular Plastics Alliance (CPA) lanciata dalla Commissione europea e negli impegni volontari, così come nei patti sulla plastica sottoscritti a livello nazionale, senza contare gli obblighi legislativi derivanti dalla Direttiva sugli articoli monouso (SUP) e dalla nuova regolamentazione sui rifiuti“, ha dichiaratoAlexandre Dangis,direttore EuPC.
“EuPC comprende l’urgenza di gestire i rifiuti di plastica e la loro dispersione in mare ma qualunque soluzione presa in modo troppo veloce non può fornire sicurezze a lungo termine. Ridurre gli articoli in plastica monouso o aumentare gli obiettivi di riciclo non possono risolvere problemi legati alla cattiva gestione dei rifiuti o comportamenti scorretti”.

“Quando parliamo di Paesi pionieri ci dovremmo riferire a quelli che hanno abbandonato la pratica di buttare in discarica le materie plastiche – che invece possono essere riciclate – ma questo non è il caso di alcuni firmatari di questo nuovo Patto. Manca inoltre un collegamento diretto con i ministri dell’industria per valutare gli impatti delle decisioni sulla competitività dell’industria delle materie plastiche in Europa, che minaccia la scomparsa di molti posti di lavoro. Per tutti questi motivi EuPC ha deciso di non firmare il documento anche se è stata presente al lancio ufficiale dell’European Plastic Pact e continuerà a supervisionare le sue evoluzioni negli anni a venire per assicurarsi che non si verifichi una inutile duplicazione degli sforzi, con la speranza che i veri pionieri industriali tracceranno la strada in modo costruttivo per l’Europa tutta”.

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