Leghe dure di alluminio; il futuro, anzi il presente

L’esigenza del rispetto dell’ecosostenibilità e l’introduzione di nuove normative hanno accelerato l’affermazione di questa tipologia di prodotto, già da diversi anni appartenente della gamma di Eural Gnutti. La lega 6026 LF, senza piombo e senza stagno, è già stata adottata da alcune aziende di primo piano di diversi comparti industriali.

A partire dall’ultimo trimestre del 2016 Eural Gnutti può contare su un andamento degli ordini molto positivo, che ha trovato conferma nel primo semestre di quest’anno. “Il 2017 è sicuramente da annoverare tra gli anni buoni” – osserva il Sales Director Giorgio Di Betta – “e, anche per il prossimo anno, le prospettive sono molto promettenti.
I nostri settori di riferimento stanno vivendo un periodo favorevole, a partire dall’automotive, che sta realizzando una crescita molto sostenuta; anche gli altri comparti dell’industria meccanica stanno registrando numeri in crescendo. Per quanto ci riguarda, il trend positivo rappresenta una conferma della correttezza degli investimenti sostenuti per le leghe dure, speciali per la barra”.

Una scelta di prodotti speciali

“Le applicazioni dell’alluminio sono molto numerose”, aggiunge Di Betta. “Solo con l’estrusione vengono realizzati profilati per applicazioni civili e industriali: generalmente, però, vengono utilizzate le cosiddette leghe tenere.
La scelta vincente di Eural Gnutti, adottata già da diversi decenni, è stata quella di dotarsi di una propria fonderia e di dedicarsi alla produzione di leghe dure e di barre per torneria.
Le barre e i semilavorati in leghe speciali di alluminio sono prodotti di nicchia, altamente tecnologici e molto complessi, realizzati da poche aziende al mondo.
L’alluminio, grazie alla sua leggerezza, alle caratteristiche meccaniche molto elevate e alla possibilità di essere tornito in maniera altamente produttiva con costi contenuti, è un metallo sempre più adottato dalle grandi aziende meccaniche. Altre peculiarità dei prodotti realizzati con leghe dure sono la saldabilità, la resistenza alla corrosione, l’attitudine all’anodizzazione, quindi la possibilità di avere caratteristiche meccaniche notevolmente incrementate grazie all’anodizzazione dura. Sono possibili anche l’anodizzazione decorativa e la colorazione dei prodotti, se gli stessi devono essere esposti all’interno della loro applicazione (è il caso, per esempio, delle lampade, che presentano basi colorate)”.

Giorgio Di Betta, Sales Director di Eural Gnutti
Giorgio Di Betta, Sales Director di Eural Gnutti

Alla vigilia di un’ulteriore chiave di volta

“Il mondo è sempre più orientato ad operare scelte che privilegiano l’ecologia, anche sul piano politico”, continua Di Betta. “Ecosostenibilità, economia circolare, riciclo oggi sono le parole chiave che condizionano le strategie aziendali.
Eural Gnutti è all’avanguardia per quanto riguarda il riciclo, ma è il caso di soffermarsi soprattutto sull’ecosostenibilità. Stanno cambiando le normative inerenti gli elementi nocivi contenuti nelle leghe dure. È noto che, per una migliore lavorazione dei metalli, le leghe richiedono la presenza del piombo in qualità di rompitruciolo. Quando incontra l’utensile, il piombo si scioglie ad una temperatura inferiore rispetto al resto della lega e rompe il truciolo, che viene evacuato.
La direttiva internazionale RoHS (Restriction of Hazardous Substances) negli anni Duemila era modificata, consentendo per le leghe di alluminio un contenuto massimo di piombo dello 0,40% in peso.
Già allora Eural era stata all’avanguardia, attraverso lo sviluppo della lega 6026, caratterizzata da una lavorabilità molto buona e contenente appunto lo 0,40% di piombo.
Entro il prossimo novembre uscirà la nuova versione della direttiva RoHS che ha abbassato il limite massimo di piombo accettato: secondo l’Esenzione 6D il contenuto massimo di piombo, entro tre anni, non dovrà superare lo 0,10%. Tre anni rappresentano il tempo sufficiente per iniziare il processo di sostituzione delle leghe contenenti piombo.
Eural Gnutti, in questo ambito, costituisce l’azienda più all’avanguardia a livello mondiale; la sua offerta, infatti, comprende una serie di leghe lavorabili all’utensile, in assenza di piombo. In particolare, la lega 6026 LF, oltre a non contenere piombo, si caratterizza anche per l’assenza di stagno, un elemento rompitruciolo utilizzato da altri produttori, che presenta lo svantaggio della fragilità, oltre ad essere di difficile gestione e a rallentare i processi produttivi.
La lega 6026 LF, che riteniamo essere la scelta più valida all’interno di questo sistema, è già disponibile sul mercato e adottata per le applicazioni di alcuni dei maggiori brand del settore automotive, ma non solo. Raggiunto questo traguardo, non intendiamo fermarci, ma proseguire la Ricerca & Sviluppo nel campo dell’ecosostenibilità puntando a trovare soluzioni sempre innovative. Questo rappresenta un punto chiave per la nostra attività: l’alluminio sta diventando uno dei pochissimi metalli speciali, al tempo stesso economicamente vantaggioso e totalmente ecologico.
L’impiego di altri metalli con caratteristiche meccaniche di un certo rilievo non consente di prescindere dall’elemento piombo. Detto questo, è utile ricordare come l’alluminio assicuri anche livelli di produttività particolarmente elevati; la lega 6026 LF ha superato con successo le prove effettuate non solo nei torni di ultima generazione, ma anche impiegando macchine più datate.
Alcuni nostri clienti, che hanno completamente sostituito i materiali utilizzati in precedenza, ci tengono a sottolineare come i loro prodotti siano realizzati esclusivamente con leghe ecologiche, che rappresentano il futuro, anzi ormai il presente”.

Leader nonostante la burocrazia, un problema non solo italiano

“Purtroppo la burocrazia italiana, ma anche quella europea”, – continua Di Betta – “continuano a rappresentare un ostacolo non indifferente per lo sviluppo della nostra azienda. Le leggi vigenti in Italia, per esempio le RoHS, sono decise a Bruxelles e applicate a livello continentale, anche i dazi sono stabiliti a livello europeo: non solo in Italia la struttura burocratica è veramente stucchevole.
Come Eural Gnutti, sempre più presente nelle associazioni europee dell’alluminio, siamo partecipi dell’andamento di queste situazioni e sorpresi della farraginosità di certe strutture. Anche a livello europeo i tempi per maturare determinate decisioni e applicarle sono tuttora inaccettabili. In compenso, anche nel nostro settore, i concorrenti extra-europei non devono rispondere a determinate normative inerenti l’ambiente di lavoro: i comportamenti scorretti, oltre a rappresentare un danno gravissimo per il Pianeta, consentono loro di ridurre considerevolmente i costi.
Nonostante queste penalizzazioni, Eural Gnutti ha maturato scelte strategiche importanti che l’hanno portata ad essere il maggiore produttore di barre trafilate di leghe dure nel mondo occidentale e tra i primissimi anche a livello mondiale. Ricordo che Eural Gnutti continua ad essere un’azienda familiare, che compete con colossi multinazionali di enorme capacità economica: nonostante questo rappresenta un riferimento a livello planetario.

Barre trafilate leghe
Barre trafilate

Questo è possibile grazie alla capacità di interpretare l’andamento del mercato e all’ingegno di inventare cose nuove rispondenti a necessità concrete ed economicamente valide sia per il produttore che per l’utilizzatore: prodotti anche avanzati, ma troppo costosi e/o di difficile industrializzazione, in pratica non sarebbero utilizzabili.
La famiglia Gnutti è sempre presente in azienda, ad affrontare qualsiasi tipo di problematica e ad assumere rapide decisioni, sempre con grande flessibilità. Ogni anno si producono nuove tipologie di leghe, ma il successo della 6026 non è mai stato replicato.
Un’attenta organizzazione e gestione aziendale (con il relativo efficace controllo dei costi), una profonda conoscenza del rapporto della fornitura e una fortissima vocazione all’esportazione rappresentano gli altri punti di forza prioritari della società. Abbiamo ottenuto numerose commesse importanti anche nei paesi in cui hanno sede i maggiori concorrenti, un risultato sicuramente molto gratificante.
Un’altra peculiarità fondamentale della nostra azienda è rappresentata dalla presenza diffusa su tutti i mercati: il contributo da parte del maggiore cliente al nostro fatturato non supera il 3%. Generalmente le multinazionali amano fornire le grandi strutture, da cui spesso ricavano una quota di fatturato anche del 15-20%.
Eural Gnutti fornisce clienti di altissimo livello, ma ha supportato anche la crescita di molte aziende della fascia media del mercato, anch’esse centrali per gli obiettivi aziendali, che prevedono da parte nostra un supporto in grado di favorire la loro crescita.
Riferendoci ai clienti cui ci rivolgiamo, la fascia alta del mercato non è rappresentata soltanto dalla grande azienda internazionale; siamo molto motivati anche a servire i nostri clienti commercianti e i clienti di dimensioni medio-piccole, che ci piace accompagnare nella loro crescita. La fascia alta comprende anche le aziende cui vendiamo qualche tonnellata di materiale l’anno, ma che realizzano prodotti di qualità, per i quali non utilizzano certamente i materiali provenienti da aree industriali meno qualificate.
Per quanto concerne l’attività sui mercati esteri, abbiamo aperto due uffici commerciali negli Stati Uniti (con magazzino) e in Germania. Siamo molto strutturati per l’esportazione, disponendo anche di una rete di agenti operanti in tutti i mercati dove la meccanica offre opportunità. Siamo organizzati per fornire un servizio efficiente in ogni angolo della Terra”.

Le leghe più performanti e richieste dal mercato

“La gamma produttiva di Eural Gnutti” – prosegue Di Betta – “è particolarmente ricca e composta da leghe in grado di soddisfare per lo meno il 90% del fabbisogno della meccanica. Pur non essendo moltissime (sono 16 a catalogo), la società ha scelto di realizzare tutte le leghe in grado di soddisfare le esigenze più sentite del mercato. Si è preferito favorire l’economia di scala, non inserendo nella gamma leghe troppo simili tra loro e indirizzando il cliente verso le leghe più performanti.

Stampigliatura sulle barre estruse Eural leghe
Stampigliatura sulle barre estruse Eural

I nostri clienti spesso sono i “numeri uno” nelle rispettive tipologie produttive (freni per automobile, cambi, ecc.). Volendo applicare le nostre soluzioni ai loro prodotti, nel rispetto delle loro differenti necessità, siamo noi a proporre le leghe migliori per le loro specifiche applicazioni: per svolgere questa funzione nel migliore dei modi abbiamo notevolmente rafforzato il servizio di Ricerca & Sviluppo impegnato nell’assistenza al cliente.
Non sempre l’utilizzatore percepisce la necessità del passaggio di lega, in realtà esistente. Ogni volta che viene sostituita una lega su una macchina utensile, occorre modificare i parametri della macchina (velocità, tempi, ecc.) e non sempre gli utilizzatori dispongono dell’esperienza per svolgere al meglio questa operazione. Il nostro staff che collabora con il cliente è costituito da tecnici espertissimi, che conoscono molto bene le macchine utensili, le applicazioni industriali, i prodotti finali e sono in grado di impostare la macchina del cliente scegliendo i parametri e gli utensili adeguati affinché le nostre leghe esprimano il massimo delle loro prestazioni. Si diventa così consulenti specializzati di aziende che già vantano una notevole esperienza nei rispettivi settori. Abbiamo realizzato moltissimi interventi presso i nostri clienti, riuscendo spesso a incrementare la loro produttività anche del 30-40%. L’assistenza è stata rafforzata e anche pubblicizzata, puntando a rimuovere eventuali riserve per le leghe senza piombo attraverso un servizio “chiavi in mano”.
Di fronte a questo approccio non mancano i dubbi di alcuni e le barriere iniziali. La crisi, peraltro, ha accresciuto l’interesse degli utilizzatori verso le soluzioni realmente più performanti: rispetto al passato, troviamo un maggior numero di “porte aperte” e un’attenzione maggiore per le nuove proposte. I manager delle aziende spesso sono riluttanti a promuovere il cambiamento, che nella loro ottica rappresenta comunque un rischio: probabilmente, sarà il cambio della legislazione a rappresentare una spinta forse definitiva per l’affermazione dei materiali ecosostenibili”.

di Francesco Goi