sabato, 11 Luglio 2020

Plastic tax rinviata al 2021

Il rallentamento produttivo delle aziende plastiche ha convinto il Consiglio dei Ministri a stanziare 0.19 miliardi per il rinvio della plastic tax.

È stato approvato, all’interno del Decreto Rilancio, il rinvio della plastic tax a gennaio 2021. L’imposta, che avrebbe interessato molte aziende del settore plastico e che l’Italia aveva voluto anticipare rispetto ad altri paesi UE, obbligava i produttori al pagamento di 45 centesimi di euro per ogni chilo di materiale prodotto. Una spesa ardua da mantenere in un periodo fragile come quello che l’Italia sta passando, e una scelta pensata per tamponare le perdite causate dall’emergenza Coronavirus.

La decisione di rinviare l’entrata in vigore della Plastic tax (e della sugar tax) è stata presa dal Consiglio dei Ministri che ha deciso di inserirla nel Decreto Rilancio (ex decreto Aprile) stanziando 0,19 miliardi per l’abolizione di entrambe le imposte, la cui decorrenza è stata fissata per il 1° gennaio 2021.

L’impatto del Coronavirus sulle imprese del comparto plastico ha causato danni rilevanti e un significativo calo delle attività produttive, oltre alla chiusura del canale Ho.Re.Ca che vale il 40% di tutto il fatturato e la cui apertura dovrà subire delle limitazioni anche nei prossimi mesi. Il rinvio, se guardato sotto quest’ottica, permetterebbe alle aziende di prendere una boccata d’aria fresca in un periodo così complesso per il nostro paese, e per tutta l’economia mondiale.

L’articolo 139 del Decreto Rilancio si chiama “Differimento dell’efficacia delle disposizioni in materia di imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego e di imposta sul consumo delle bevande edulcorate” e prevede che “all’articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160”, siano apportate le seguenti modifiche:

al comma 652 la frase “dal primo giorno del secondo mese successivo alla data di pubblicazione del provvedimento di cui al comma 651” è stata sostituita dalla frase: “dal 1° gennaio 2021”;

al comma 676, la frase: “dal primo giorno del secondo mese successivo alla pubblicazione del decreto di cui al comma 675” è stata sostituita da: “dal 1° gennaio 2021”.

A non cambiare sarà il testo dei due decreti legge (poiché lo stesso vale anche per la Sugar tax). Nello specifico, va ricordato che la plastic tax è stata introdotta con la legge 27 dicembre 2019, n. 160 e prevede il pagamento di 45 centesimi di euro per ogni chilo di materiale plastico, i così detti MACSI (manufatti con singolo impiego) eccezione fatta per quei prodotti composti da bioplastiche compostabili e materiali riciclati, ma anche dispositivi medici, packaging farmaceutici o medicinali. La plastic tax, che nell’Unione Europea entrerà effettivamente in vigore nel 2021 (soprattutto per posate e piatti di plastica, cannucce, contenitori alimentari, plastica fotodegradabile), era stata anticipato solo dall’Italia che adesso si trova a dover fare un passo indietro vista l’attuale situazione delle aziende.

Per i 6 mesi previsti di entrata in vigore (rispetto al resto dell’UE) si stimava un gettito nelle casse dello Stato di circa 140 milioni di euro, mentre a regime nei dodici mesi nel 2021 poco più di 520 milioni. Il gettito però risulta essere comunque inferiore a quanto calcolato inizialmente: la nuova tassa infatti è stata ridotta, come ricordato, dall’iniziale previsione di 1 euro al chilo ai 45 centesimi approvati il 16 dicembre 2019 con la Legge di Bilancio.

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