sabato, 11 Luglio 2020

RadiciGroup: “Il nostro territorio segnato dall’epidemia, ma con tanta voglia di reagire”

Cerchietti in nylon destinati alla realizzazione di visiere protettive per il personale sanitario

Profondamente legata alla comunità bergamasca, RadiciGroup ha promosso diverse iniziative a sostegno della lotta al Covid-19. Il presidente Angelo Radici: “La ripresa sarà lenta e difficile, ma siamo pronti a dare il nostro contributo per rimettere in moto l’economia italiana”.

a cura di Alessandro Bignami

Pur essendo una realtà di respiro internazionale, RadiciGroup ha una storia profondamente intrecciata con quella del territorio bergamasco e della Val Gandino, dove è stata fondata negli anni ’40 del secolo scorso e dove tuttora è collocata la sede centrale. Così la società – leader nella produzione di poliammidi, tecnopolimeri e fibre sintetiche – si è trovata improvvisamente in prima linea in una delle aree più colpite dall’epidemia di coronavirus. L’azienda è rimasta accanto ai propri dipendenti, alle loro famiglie, alla comunità e agli ospedali vicini, mettendo a disposizione risorse e competenze. Nei primi giorni della fase 2, quando lentamente l’Italia prova a riguadagnarsi un barlume di normalità, abbiamo fatto il punto con Angelo Radici, presidente del Gruppo.

Il presidente di RadiciGroup, Angelo Radici

Qual è stato l’impatto dell’epidemia sul vostro personale e sul vostro lavoro?

I nostri dipendenti, come tutte le altre persone di questa zona, che è stata una delle più colpite d’Italia, sono stati toccati da vicino da questa terribile situazione. Ho visto comunque, e continuo a vedere, da parte di tutti, una grande voglia di non arrendersi e andare avanti, mostrando grande determinazione e capacità di reagire alle difficoltà di questo momento. E, soprattutto, ho visto grande solidarietà e comunione di intenti da parte delle nostre persone, che si sono subito messe in gioco contribuendo alla lotta contro il Coronavirus, attivandosi in diversi progetti che ci hanno visto coinvolti a supporto della gestione dell’emergenza.

Con quali provvedimenti avete reagito all’emergenza e quali attività avete potuto continuare a svolgere?

Come RadiciGroup abbiamo reagito all’emergenza nel pieno rispetto delle misure poste in campo dal Governo Italiano e avendo sempre come priorità la salute e la sicurezza dei nostri dipendenti. Abbiamo adottato da subito nei siti produttivi le indicazioni e le precauzioni prescritte dalle istituzioni e abbiamo attivato stringenti protocolli aziendali. Nelle scorse settimane alcune aziende sono state chiuse per consentire di sanificare gli ambienti, per rifornirci di tutti i DPI necessari ed essere pronti per la ripresa: oggi le aziende hanno riaperto in conformità con i protocolli di sicurezza legati all’emergenza Covid-19 e concordati con le parti sociali.

Il personale che solitamente lavora negli uffici, invece, grazie al supporto della tecnologia a disposizione è passato tempestivamente alla modalità di lavoro agile già nella primissima fase dell’emergenza, proseguendo in totale efficienza.

Ora stiamo lavorando dotati dei sistemi di protezione, ma anche più consapevoli e responsabili per la nostra salute e quella dei colleghi; non abbasseremo la guardia e continueremo in questa direzione.

Con il progetto “WeCare”, il Gruppo ha offerto il suo sostegno nella produzione di camici, copricapo e calzari. I primi 5000 camici prodotti sono stati donati all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo

Avete anche promosso iniziative a sostegno della lotta contro l’emergenza nel vostro territorio?

Nelle scorse settimane ci siamo attivati, attraverso il progetto “WeCare”, per offrire il nostro sostegno nella produzione di camici, copricapo e calzari. I primi 5000 camici prodotti sono stati donati all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. L’iniziativa ha coinvolto altre aziende del territorio che hanno deciso di schierarsi al nostro fianco, dando vita a una filiera locale che, nel giro di 10 giorni, è riuscita ad ottenere un prodotto certificato. Inoltre, l’area di business High Performance Polymers sta mettendo a disposizione, in maniera gratuita, le proprie competenze e i materiali necessari per la stampa in 3D di supporti per l’ossigenazione dei pazienti e per la stampa a iniezione di dispositivi di protezione del personale medico. Nei giorni scorsi i nostri materiali in poliammide 6 sono stati usati per la produzione di 3.000 cerchietti necessari alla realizzazione delle visiere protettive donate ai medici del territorio bergamasco. L’iniziativa ha visto, inoltre, la collaborazione di Rimplast, altra azienda made in Bergamo, che ha subito messo a disposizione la sua competenza nel settore dello stampaggio di materie plastiche.

L’area di business relativa alle fibre, invece, con i suoi filati in nylon o poliestere è in grado di fornire la materia prima necessaria a confezionare ciò di cui necessita il settore igienico sanitario. RadiciGroup si è attivata nella lotta all’emergenza Covid-19 mettendo a disposizione tutte le competenze maturate nel settore.

I materiali di RadiciGroup in poliammide 6 sono stati usati per la produzione di 3.000 cerchietti necessari alla realizzazione delle visiere protettive donate ai medici del territorio bergamasco

Come vi siete organizzati internamente, in particolare per le attività di produzione e logistica?

In queste settimane, grazie alla collaborazione di tutti, sono stati riorganizzati turni, pause e modalità operative. Per il personale che opera nelle aree di produzione è stata prevista l’adozione di tutti i DPI e di misure cautelative e anti-assembramento, in conformità a quanto previsto dal protocollo nazionale di sicurezza per la tutela dei lavoratori.

Come avete preparato la fase 2 e quali obiettivi avete per i prossimi mesi?

La speranza di tutti è quella di tornare presto a delle condizioni di normalità, anche se sicuramente ciò avverrà gradualmente e non nell’immediato. Ci affidiamo a chi ha il compito e le competenze per guidarci in questo difficile percorso di ripresa. Lato nostro, stiamo già lavorando per farci trovare pronti nel dare un contributo per rimettere in moto l’economia del territorio. Le prossime settimane e i prossimi mesi saranno fondamentali e sarà necessario riacquistare fiducia nel futuro e in una ripresa efficace. Ci vorrà qualche anno per raggiungere quelle che erano le aspettative di crescita inizialmente attese per il 2020.

Come è cambiato il contatto con i clienti, sia a livello commerciale ma anche di assistenza tecnica?

Ovviamente le modalità di contatto con i nostri clienti sono cambiate radicalmente a causa dell’emergenza legata al Covid-19. Non essendo più possibile incontrarsi fisicamente, tutto si svolge a distanza. Fortunatamente la tecnologia digitale viene in nostro soccorso e ci consente di organizzare incontri virtuali con audio e video. Stiamo anche valutando nuovi strumenti di relazione con i clienti, in alternativa alle consuete fiere, ai meeting e agli incontri che probabilmente saranno sconsigliati ancora per un po’ di tempo.

Anche se il contatto diretto con il cliente ha una valenza diversa, ci teniamo comunque a far sentire loro la nostra vicinanza e garantire sempre gli stessi standard di professionalità, pur consapevoli che in Italia alcune filiere sono state interrotte e che, quando ripartiremo del tutto, ci vorrà tempo per recuperare.

Un operatore controlla la qualità del tessuto non tessuto prodotto da RadiciGroup

Da parte delle filiere essenziali avete ricevuto un aumento delle richieste? Di che tipo in particolare?

Chiaramente la domanda di tessuto non tessuto ha avuto un’impennata notevole. Come RadiciGroup siamo impegnati su due fronti: “We Care”, il progetto che ci vede leader nella produzione di camici, calzari e copricapo e “Mola mia”, l’iniziativa di Confindustria Bergamo che ci vede attivi nella fornitura del tessuto non tessuto necessario alla produzione di mascherine chirurgiche.

C’è qualcosa che state imparando da questa drammatica esperienza e che potrà servire nel futuro dell’azienda?

Anche i momenti più negativi possono trasformarsi in opportunità, non solo per noi, ma per l’intero Paese, e questa può essere l’occasione per far ripartire tutti assieme con una nuova consapevolezza. Per quanto riguarda la nostra esperienza diretta, abbiamo avuto modo di constatare quanto possa essere efficace fare sinergia e lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune. In questo momento di difficoltà, abbiamo capito fino in fondo l’importanza di fare squadra ed essere coesi. Mi piacerebbe continuare a lavorare in questa modalità anche a livello di business in futuro.

Auspichiamo inoltre che si comprenda quanto alcune filiere siano indispensabili a livello nazionale. Per far ripartire l’economia del territorio, ma in generale quella di tutto il Paese, infatti, c’è bisogno del contributo di tutti, ottimizzando competenze e opportunità.

Cosa pensa della situazione che sta vivendo l’Italia? Ritiene che il nostro paese, in particolare nei settori che seguite, avrà la capacità di risollevarsi in tempi relativamente brevi?

Sono certo che il popolo italiano saprà uscire più forte di prima da questo momento, impegnandosi e lavorando duramente e attingendo alle capacità che tutto il mondo ci riconosce e grazie alle quali più volte abbiamo saputo affrontare e vincere altre sfide complesse. Noi tutti abbiamo l’obbligo di riuscire a farlo. Noi, come imprenditori, imparando anche da ciò che di positivo questa crisi ha portato, stiamo dando il nostro contributo e faremo tutto il possibile per rimettere in moto l’economia del Paese, anche se siamo consapevoli che non sarà una cosa facile e che i prossimi mesi saranno duri. Ovviamente da soli non possiamo farcela, serve il sostegno di tutti gli stakeholder – associazioni industriali, business Community, istituzioni italiane ed europee, comunità locali – così come saranno fondamentali le misure che verranno attuate dal Governo per ripartire l’economia italiana.

Avete soluzioni o progetti innovativi che pensate di spingere una volta superata l’emergenza?

Stiamo lavorando molto sull’offerta di prodotti a ridotto impatto ambientale e che garantiscano le performance: continueremo su questa strada avvalendoci anche della nostra area Innovazione e Ricerca, costituita da un team trasversale ai nostri business: RadiciGroup vuole essere un sinonimo di affidabilità qualità, sostenibilità in tutti i mercati di riferimento esplorando e mettendosi eventualmente in gioco anche in nuovi settori.

Ultime News

Tecnologie Alimentari n°3 Maggio/Giugno 2020

.embed-container { position: relative; padding-bottom:56.25%; height:0; overflow: hidden; max-width: 100%; } .embed-container iframe, .embed-container object, .embed-container embed { position:...

E.ON aiuta la continuità produttiva delle aziende

Aziende chimiche/farmaceutiche e alimentari hanno continuato a produrre anche durante il lockdown grazie al supporto di E.ON: sono aziende energivore, molte delle quali utilizzano...

CPhI posticipata al 2021

Nel corso di questi mesi, il team CPhI Worldwide non ha mai spesso di discutere sul futuro della fiera insieme ai suoi partner principali,...

OMSO sceglie i riscaldatori Krelus per applicazione nel beverage

La storica azienda reggiana OMSO è attiva da oltre settant’anni nella progettazione e produzione di macchine per la stampa diretta su oggetti e contenitori di varie forme e dimensioni.

Il CEO di Covestro alla guida di PlasticsEurope

Markus Steilemann, CEO di Covestro, è il nuovo presidente di PlasticsEurope, l'associazione dei produttori di materie plastiche in Europa.

Articoli Correlati